Di incerta origine, oggi l’impianto urbanistico è quello tipico delle città tardo-medievali della Sicilia. Sorge a metà della costa Ionica siciliana a 15 km da Catania. I suoi abitanti si chiamano acesi (jacitani in siciliano). È sede della diocesi di Acireale

Città più popolosa della provincia (dopo Catania), Acireale è nota per il suo Carnevale, per il barocco e per le sue Terme. Vicina all’Etna, comprende nel suo territorio una serie di borghi marinari dotati di porticciolo, tra cui Santa Maria la Scala e Capo Mulini.

Il comune è stato costruito in un altopiano su di un terrazzo di origine lavica, chiamato la Timpa che, con i suoi 161 metri di altezza, la pone quasi a strapiombo sul mar Ionio. La costa, dove sorgono diverse borgate, è caratterizzata dalla scogliera di origine lavica. Vi è anche una certa ricchezza di sorgenti d’acqua e di verde e la zona circostante è coltivata, soprattutto ad agrumi. Situato sulla Riviera dei Ciclopi, sul mar Ionio, nella Sicilia orientale, alle pendici meridionali dell’Etna.

Aci e Galatea

Secondo la mitologia Acireale prende il nome dal pastorello Aci, figlio del dio Pan, protettore dei monti e dei boschi. La leggenda narra del grande amore che univa Aci a Galatea, bellissima ninfa del mare dalla pelle color del latte molto cara agli dei. Ma  l’amore tra i due giovani  accese la gelosia del mostruoso gigante Polifemo con un occhio solo in fronte, il quale dopo il rifiuto di Galatea scagliò sul corpo di Aci un gigantesco masso che lo schiacciò. “Appena la notizia giunse a Galatea questa accorse dove era il corpo di Aci. Alla vista del suo amore gli si gettò addosso piangendo tutte le lacrime che aveva in corpo. Il pianto senza fine di Galatea destò la compassione degli dei che vollero attenuare il suo tormento trasformando Aci in un bellissimo fiume che scende dall’Etna e sfocia nel tratto di spiaggia dove solevano incontrarsi i due amanti”. Dal sangue del pastore nacque dunque un fiume chiamato Akis dai greci, oggi  in buona parte sottoterraneo,  ma che riaffiora come sorgente nei pressi di Santa Maria la Scala (Borgo marinaro, frazione di Acireale) sfociando in una sorgente chiamata “u sangu di Jaci” ( il sangue di Aci).

 

Da non perdere ad Acireale:

-Basilica di San Sebastiano: tutti i giorni dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.30. Visite museo: tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00. in estate dalle 17.30 alle 19.30. La domenica su appuntamento.

Prezzo: intero € 1.50, ridotto € 1.00 –Accompagnatore su richiesta –

Info e prenotazioni: 095 601 313

-Biblioteca,  Pinacoteca e Museo Archeologico Zalantea – via Marchese di San Giuliano, 17  tel. 095 604 480

– Museo “opera dei pupi” – via Alessi, 5 – Aperto dal lunedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle 16.30 alle ore 19.30

– Mostra permanente delle uniforme storiche: piazza Duomo tel. 095 895 256

Orario di apertura: dal lunedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 19.30. Ingresso gratuito.